giovedì 28 giugno 2018

Il mio problema con il monologo su Superman di Kill Bill



"Fico, eh?"

"Tarantino che parla di supereroi, cioè: il top"

"Ecco spiegato il supereroe in 2 minuti"


Beh, no. 

Premessa: non ho visto Kill Bill (né il vol. 1 né il vol. 2). Sono convinto che questa scena sia funzionale al racconto, però non è questo il punto. 

Il punto è prendere questo dialogo e farne la chiave di lettura della figura del supereroe "perché l'ha detto Tarantino, che è figo". 

Premessa 2: Non l'ha detto Tarantino, ma un personaggio di un film di Tarantino, c'è differenza. 


Il problema di questo monologo estrapolato dal suo contesto è che è sbagliato, o meglio, superficiale. 

Dire che Superman nasce Superman e "diventa" Clark Kent significa fermarsi alla superficie, guardare solo le figure, commettere lo stesso errore di chi sostiene che Capitan America sia il simbolo della propaganda americana. 

Come dicevo un paio di settimane fa, non sono i superpoteri a rendere un eroe un supereroe, ma la sua causa, la sua missione. 

Superman esiste perché il razzo da Krypton è caduto nel Kansas ed è stato trovato dai coniugi Kent, che l'hanno cresciuto come loro figlio. 

In poche parole: Superman esiste perché è cresciuto come Clark Kent. 

Mark Millar, in quel gioiellino di Superman: Red Son (a proposito, compratelo), ha immaginato cosa sarebbe successo se l'astronave di Superman non fosse caduta negli USA ma in Unione Sovietica. Risultato? Assenza di Clark Kent e, di conseguenza, assenza di Superman per come lo conosciamo. 

Assenza del padre dei supereroi. 

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