giovedì 20 novembre 2014

Il sogno di Iaia


Credo che ognuno abbia il diritto di provare ad inseguire i propri sogni, specie durante l'infanzia, quando questi sono immensi e apparentemente impossibili da realizzare.
Quando si sognano castelli giganti, animali meravigliosi, mondi inesplorati e strani compagni di viaggio; quando si può trovare tutto questo tra le mura della propria cameretta, semplicemente spostando una sedia, una palla o una scatola.

La piccola Iaia rischia di vedersi strappare via il diritto di sognare da un male invisibile. E non è giusto.

L'associazione "il sogno di Iaia Onlus" nasce per raccogliere i fondi necessari a far volare la piccola a New York e poterle garantire cure migliori, sul sito tutte le informazioni su come aiutare Iaia: www.ilsognodiiaia.org

Oltre alla donazione, però, mi piacerebbe regalare a Iaia anche un pezzo della mia infanzia, e quindi, dei miei sogni. E sarebbe bellissimo se non fossi solo.

Provo quindi a fare la mia parte, sfruttando ciò che ho studiato e quello che vorrei fosse il mio sbocco professionale: lancio una campagna attraverso i social network.

Poche, semplici regole: 

- Pensare a un ricordo d'infanzia
- Fare una donazione per Iaia
- Condividere il proprio ricordo sui social network secondo le modalità che si preferiscono, utilizzando gli hashtag #quandoavevo6anni e #LofaccioperIaia 
- Nominare almeno tre persone perché facciano altrettanto


Una sorta di Ice Bucket Challenge, senza doccia gelata, però. Quella l'ho avuta appena ho saputo di Iaia.




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