giovedì 28 agosto 2014

Notte

È buio già da un po', non sa dire con certezza da quanto, oramai ha perso la cognizione del tempo. La notte non è fredda, ma sul giaciglio di paglia ruvida si rannicchia come se stesse congelando. I piccoli aghi sono fastidiosi sulla pelle nuda.

Non riesce a dormire, l'ultimo fuoco è stato spento e, contrariamente al solito, non è riuscito ad assopirsi guardando le fiamme scoppiettare.

Ha paura. Gli spettri della notte potrebbero essere in agguato. Anzi, sicuramente lo sono. Può quasi sentire il loro respiro, i loro occhi addosso, i loro artigli fendere lentamente l’aria.

"Non esiste nessuno spettro" gli ripete in continuazione la donna, "i rumori che senti sono bestie e uomini che le cacciano".

"Gli spettri ci sono ma aggrediscono solo i codardi come te!". Il fratello lo schernisce a parole, ma in cuor suo sa che è sempre pronto a proteggerlo.

La donna e il fratello sono a poche braccia da lui. Non li sveglierà, nonostante il tremolio del suo corpo aumenti d'intensità. L'ultima volta la donna lo ha colpito e il fratello non gli ha parlato per due giorni interi. Anche il vecchio era stato schivo.

Resterà sveglio, vigilerà su tutti. Poco importa se l'indomani sarà stanco e rallenterà la marcia. Riceverà rimproveri, forse botte, ma saprà di aver fatto la cosa giusta.

Gli spettri sono vicini, lo sente nelle ossa. Scruta la notte, cercando di abituare la vista all’oscurità. Ombre nere danzano all’orizzonte.
Potrebbe essere il vento, che con il suo soffio smuove gli alberi. Saranno foglie secche che serpeggiano sulla sabbia, a provocare quel suono regolare. Ma sembra così vicino.

L’ombra appare quasi all’improvviso, una enorme figura, scura e deforme, avanza claudicante. Loro sono qui.

Il fratello non può proteggerlo, dorme a pancia in su con la bocca semi-aperta. La donna non sa e non può combattere. Tocca  a lui proteggere tutti.

La forma sembra liberarsi di una parte del suo corpo, acquisendo i contorni di un essere umano. Lo stomaco del ragazzo si contorce, mentre le gambe si fanno più leggere e la testa prende a pulsare.

La figura si china su se stessa, accendendo un fuoco. Le fiamme disegnano sull’ombra caratteristiche familiari, il volto del vecchio sembra affaticato e rilassato allo stesso tempo.
A poca distanza dal piccolo focolare, giace una bestia morta e vicina la scure coperta dal sangue incrostato.

Il vecchio nota il ragazzo sveglio, sorride con i suoi pochi denti e lo chiama a sé.

Restano insieme, in silenzio, a osservare i rami divenire tizzoni, poi cenere.

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