lunedì 10 marzo 2014

221b Baker Street: andata anche la fase 2

Effettivamente questa pagina bianca è un po' troppo.... Bianca.

Sceneggiatura per il contest 221b Baker Street inviata, sono ora in trepidante attesa delle eventuali correzioni e di conoscere il disegnatore che darà forma concreta alla storia.
È stato importante questo risultato, sebbene passerà ancora un po' prima della pubblicazione. Mi tengo la sensazione positiva di essere riuscito a superare una, seppur minima, selezione nel campo della sceneggiatura di fumetti.

È stata dura. Quando ti confronti con personaggi iconici come quelli di Sherlock Holmes e del dott. Watson, credendo di conoscerli, e ti rendi conto di non saperne nulla ti trovi abbastanza spaesato. E allora giù di letture per recuperare il tempo perso, per entrare nei personaggi, o meglio, nell'unico personaggio della coppia che potevo utilizzare, il dott. Watson.
Ho letto i romanzi più celebri di Sir Arthur Conan Doyle, scoprendo un protagonista che per carattere e presenza "scenica" prende a calci la maggior parte dei moderni eroi di serie tv, fumetti e film.

E Lovecraft? Eh, stavo messo pure peggio. Avrò letto sicuramente qualcosa in passato dello scrittore statunitense, ma in quel momento ero dannatamente impreparato.

Ho deciso quindi di puntare su Watson, che stavo conoscendo e che a naso sarei riuscito a gestire meglio.

Per via della mia scarsa familiarità sia con Watson che con Lovecraft, era pressoché impossibile partorire la storia da uno stimolo, da un'immagine, da un'idea ben precisa. Non conoscevo il contesto. Per dire, se fossero stati Spider-Man e Batman le idee sarebbero fioccate a go go, capito *ammicco ammicco* Marvel e DC?

Sono partito quindi dalle informazioni fornite dall'editore, Cagliostro E-Press, e ho deciso di calare i personaggi in una determinata atmosfera.

Scritto e approvato il soggetto sono passato alla sceneggiatura vera e propria. Inquadrature, disposizione delle vignette, dialoghi. Massima attenzione nell'evitare le ripetizioni, dialoghi brevi (se escono troppo lunghi, a parte coprire la vignetta, testimoniano scarsa attitudine al racconto per immagini), scene d'azione dinamiche.

Spero che il risultato finale sia coerente con i miei mille propositi e, soprattutto, che vi siano il minor numero di errori di sceneggiatura.


Questo primo assaggio di lavoro ha confermato un pensiero che già avevo fatto mio, ma che è bene ribadire, ovvero:

PER SCRIVERE FUMETTI CI VOGLIONO GLI ATTRIBUTI


Nessun commento:

Posta un commento