sabato 28 luglio 2012

L'ultimo numero di John Doe: Arrivederci. E grazie di tutto.



ATTENZIONE, RACCONTO L'ULTIMO EPISODIO, NON LEGGETE SE NON VOLETE ROVINARVI LA SORPRESA!



Ieri sera ho letto il numero 22 della quarta stagione di John Doe, numero che rappresenta la fine del lungo viaggio del personaggio creato da Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli.
Il viaggio di John Doe è iniziato nel 2002 e si è concluso dopo 4 stagioni da più di venti numeri ciascuna.
Ho iniziato a leggere questa serie dalla fine, ovvero dalla quarta stagione, trovando un personaggio sicuramente diverso da quello che parte del panorama fumettistico mi aveva offerto prima.

John Doe è Dio, o meglio, un Dio. La divinità più potente di un universo. John è però a sua volta costretto a rendere conto a entità superiori, le “Alte Sfere”, esseri che comprano e vendono interi universi a loro piacimento.
Nei primi episodi il protagonista cerca di riconquistare fedeli per tornare ai fasti di un tempo, tutto scorre fino alla svolta, giunta nel numero 11.

John Doe realizza di essere un fumetto e si ribella ai suoi stessi creatori, recandosi da loro con l'intenzione di farli fuori e conquistare il libero arbitrio.
In uno scontro a forti tinte edipiche, Recchioni, Bartoli e Uzzeo (terzo sceneggiatore salito a bordo del progetto solo nell'ultima stagione), ribadiscono la loro superiorità nei confronti di John, costringendolo a vagare tra i generi letterari fino a trovare la morte, che avverrà quando i lettori (le “Alte Sfere”) si stuferanno di lui e non lo compreranno più.

Meta-fumetto, i personaggi dei fumetti rompono la quarta parete e si rivolgono direttamente al lettore, consapevoli di essere “solo” personaggi fittizi.

Da qui in avanti John si troverà immerso ogni numero in un genere diverso, riuscendo ogni volta a rompere le regole dello stesso e a fuggire verso il successivo.
Nell'ultimo numero John decide di farla finita. Non sarà mai più uno schiavo, non girerà più la ruota dell'intrattenimento.

Con un patto fatto con Recchioni, John troverà il modo di oltrepassare la quarta parete, giungendo nel nostro mondo e venendo finalmente in contatto con le “Alte Sfere”, i fan.
Il protagonista si confronterà con diversi lettori, efficacemente rappresentati per archetipi, ognuno dei quali pretende che la serie si orienti su determinati binari; dalla passione della ragazza, all'avventura del lettore casuale, fino all'ironia e al ritorno alle origini dei due nerd.

Ognuno vuole un finale diverso, perché in fondo ognuno ha amato una parte di John. Il tocco di classe arriva a pagina 81, nella vignetta finale. Un tocco di classe prevedibile è vero, ma non per questo meno efficace.

Mancherà sempre qualcuno infatti, ci sarà sempre qualche fan scontento. Per questa ragione la matita viene affidata al lettore stesso, affinché scriva lui il suo finale. Seguono quattro pagine bianche, da scrivere/disegnare ognuno a suo modo. Pagine che, nonostante la tentazione, io non toccherò, perché è l'immaginazione la matita più potente, la chiave che apre davvero ogni porta.
E ogni volta che lo rileggerò avrò un finale differente.

L'ultimo numero di John Doe si intitola Addio. E grazie di niente.
Io lo saluto con un Arrivederci speranzoso, perché, purtroppo, ho letto solo l'ultima stagione e spero di avere la possibilità di recuperare il materiale vecchio.
E ovviamente grazie di tutto, perché John Doe mi ha dato tanto a me personalmente, e tanto ha dato al fumetto italiano in generale. È leggendo opere come questa che si comprendono le potenzialità enormi del media fumetto.


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