martedì 27 marzo 2012

Before Watchmen, ovvero: un'opera è davvero intoccabile?



Nella seconda metà degli anni Ottanta la coppia britannica formata dallo scrittore Alan Moore e dal disegnatore Dave Gibbons si apprestava a rivoluzionare il fumetto supereroico americano grazie alla loro opera di maggior successo: Watchmen.

Per tutti i profani del mondo del fumetto, si tratta di una mini-serie di 12 numeri uscita tra il 1986 e il 1987 ambientata durante la Guerra Fredda. A differenza della nostra realtà, in Watchmen gli Stati Uniti hanno potuto contare sull'ausilio dei supereroi per combattere diverse guerre, tra cui quella del Vietnam e quelle nell'America Latina. Contrariamente a quanto si possa pensare però, l'apporto degli uomini in costume non si è tradotto in una fine anticipata della guerra a favore della nazione a stelle e strisce, tutt'altro.

Sentendosi impotenti di fronte alla potenza del Dottor Manhattan, l'unico vero SUPER-eroe della storia, i sovietici hanno infatti incrementato gli studi sul nucleare arrivando a costruire un'imponente macchina bellica.
Su queste basi Moore e Gibbons costruiscono quella che apparentemente è solo un'altra storia di supereroi, ma che si rivela in realtà non solo un ottimo fumetto, ma IL fumetto.
Per anni Watchmen è stato intoccabile, un'opera che, nonostante il suo indubbio successo non è mai stata sfrutta a fini commerciali andando oltre le ristampe in ogni salsa.
Nel 2009 la Warner Bros., licenziataria dei diritti del fumetto attraverso la DC Comics, decide che è arrivato il momento per i personaggi di Moore di uscire dalle vignette e approdare sul grande schermo. Con la regia di Zack Snyder vede la luce l'adattamento cinematografico di Watchmen.

È un primo, piccolo, segnale. Watchmen non è più intoccabile.
Il primo febbraio di quest'anno è giunta poi l'ufficialità della notizia che circolava da diverso tempo, la DC Comics pubblicherà Before Watchmen, il prequel della serie.

Si tratta di una serie di racconti che narreranno le gesta degli eroi di Moore e Gibbons precedenti al capolavoro che ha dato vita al Rinascimento Fumettistico.
Più che dei fumetti in sé, è interessante fare qualche ragionamento intorno all'operazione commerciale.
Quando la notizia si è diffusa, le prime dichiarazioni di Moore, direttamente dalla sua torre d'avorio di Northampton, furono di assoluta condanna verso l'operazione. Il bardo denunciava infatti la staticità del fumetto supereroico mainstream, accusato di ripiegare sulle sue vecchie idee piuttosto che cercarne nuove.
Tra le tante dichiarazioni dello scrittore inglese, quella che personalmente mi ha colpito di più è stata: “Non mi risulta esistano molti sequel o prequel di Moby Dick”.
Questo è il nocciolo della questione, è lecito andare a toccare un'opera per sfruttarne commercialmente i personaggi?
Dal punto di vista legale non ci sono dubbi, l'editore può procedere con una simile operazione perché ne ha tutti i diritti. Ha ragione però il britannico a dire che, purtroppo, la DC punta sull' “usato sicuro” del marchio Watchmen per fare profitti.
Tale tesi acquista ancora maggior valore se si considera l'enorme distanza tra Watchmen e Before Watchmen. La mini-serie ha ottenuto uno straordinario successo anche perché ha saputo interpretare alla perfezione il clima della Guerra Fredda, durante la quale è stata concepita.
Before Watchmen per ovvi motivi non può e non potrà mai trasportare nelle sue pagine le atmosfere che si vivevano nel mondo precedente al bipolarismo, risultando già in partenza in difetto rispetto all'opera originale.
Nonostante ciò, i prequel potrebbero risultare delle ottime storie e, guardando al passato, non possono essere boicottate a priori.
Nell'industria del fumetto supereroico, infatti, questo tipo di operazioni editoriali e commerciali sono all'ordine del giorno, ed è anche grazie a queste che oggi i supereroi hanno acquistato le caratteristiche che gli riconosciamo.
Batman, per fare un esempio, è passato da tetro giustiziere degli esordi

a solare eroe durante la Golden Age
fino a diventare, grazie alla “cura Miller” il cavaliere oscuro che tutti conoscono e apprezzano oggi.
In conclusione, Before Watchmen ha certamente diversi lati criticabili, non credo sia però da condannare “per principio” soprattutto in un mercato, quello del fumetto, che vive anche di questo da ormai 60 anni, confermando ulteriormente la natura di anticipatore del media fumetto. Ma questa è un'altra storia...

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